I flebotomi, nemici silenziosi

I flebitomi sono noti come “pappataci” e presenti in zone temperate del Mediterraneo, ma anche nei tropici e in aree sub-tropicali.
Recentemente si sono adattati a tutte quelle regioni con umidità elevata e temperature superiori ai sedici gradi nelle quali le minime non scendono mai al di sotto dei dieci.
I Flebotomi sono ditteri ematofagi con un apparato buccale in grado di penetrare e succhiare il sangue da vertebrati mammiferi e non.
Sono estremamente piccoli, pelosi, di dimensioni variabili tra 1,5-3,5 mm.
Hanno occhi neri grandi e zampe lunghe.
Il loro ciclo di vita è costituito da quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto. Si conclude generalmente in 20-30 giorni, ma può variare in base a temperatura e alimentazione.
Le larve si nutrono di sostanze organiche, come foglie marce, feci animali e insetti in decomposizione.
Da adulti si nutrono di succhi vegetali e di secrezioni zuccherine.
Le femmine, per far maturare le uova, anche di sangue. La loro saliva contiene anticoagulanti. Gli attacchi verso l’uomo sono condizionati da temperatura, umidità e vento, in quanto volano poco.
Pungono esclusivamente all’esterno e di notte, durante i mesi caldi e il picco avviene intorno alla mezzanotte o poco prima dell’alba.