Le blatte

Tra i tanti tipi di blatte, la ricerca spasmodica di cibo accomuna praticamente tutti. Le blatte sono infatti in grado di mangiare qualsiasi “cosa” si pari loro davanti a partire dai depositi di grasso (presenti in grandi quantità nelle cucine industriali), dal sapone, carta (anche carta da parati, dove possono depositarvi le uova) e giornali, feci animali, pasta secca, capelli ed unghie umane, fino al cuoio e pelle trattata (si sono verificati diversi casi dove è stato riscontrato il danneggiamento di scarpe e giubbotti, al pari delle tarme col filato naturale).
Le blatte possono sopravvivere per lungo tempo senza toccare cibo“, ovvero “cose più o meno commestibili”, con alcune specie che possono addirittura sopravvivere senza assumere “sostanze nutrienti” per almeno 5-6 settimane. Le blatte cadono così in una sorta di letargo con un parziale rallentamento del loro funzioni vitali; hanno comunque bisogno di liquidi per consentire almeno una necessaria idratazione.
Comunque, quando del tutto impossibilitati a trovare altro, possono anche nutrirsi di altri consimili diventando quindi e molto spesso cannibali, sia perché ciò risulta essere l’unica fonte di cibo, sia per contribuire inconsciamente a ridurre le dimensioni della popolazione. Questa tendenza cannibale dovrebbe essere principalmente scaturita da due semplici fattori:

  • l’ovvia necessità di nutrirsi (quale puro istinto di sopravvivenza);
  • una autoregolamentazione delle specie (meno individui, meno concorrenza, più cibo a disposizione specialmente quando le infestazioni raggiungono un gran numero di esemplari ed il cibo presente e disponibile è scarso).
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